VISPE in Brasile

Nel mese di marzo 1992,viene aperta ad Arame, Stato del Maranhão - Nord Est del Brasile, una nuova presenza laica e religiosa in vista di un impegno continuativo a favore della popolazione locale.

ARAME è una cittadina situata a 125 Km da Grajaù, ed é Municipio dal 1988.

Ha alle spalle una storia di pochi decenni. Fino agli anni ’60 il suo territorio era foresta vergine e Arame era soltanto un luogo di sosta delle mandrie di bestiame che dal Tocantis si dirigevano verso São Luis (capitale del Maranhão).
In pratica si trattava di una località di passaggio in cui erano state poste alcune recinzioni di filo di ferro per il bestiame. Arame difatti significa “filo di ferro”.

Era dunque un povoado (villaggio) di piccole dimensioni e di poca importanza. Basti pensare che i povoados circostanti, anche quelli dell’interior, avevano una presenza abitativa più alta che non quella di Arame.

Agli inizi degli anni ’70 lo stato brasiliano ha portato a termine la demarcazione delle aree indigene. Questa operazione aveva lo scopo di tutelare l’identità india, separando in zone protette, le tribù indie e tutelandole con leggi specifiche. Nella zona di Arame, in cui da molto tempo, la commistione tra “bianchi” e indios era cosa normale, la demarcazione ha significato un notevole spostamento di persone che sono venute ad ingrossare il povoado di Arame.

E’ il caso di sottolineare che, almeno nella zona di Arame, la demarcazione non ha voluto dire in alcun modo la salvaguardia dell’identità india, ma la sua emarginazione.

Sono da tener presenti alcune caratteristiche di questa evoluzione storica che hanno contribuito in modo determinante a dare identità, anche dal punto di vista sociale, all’attuale municipio di Arame:

  • fino agli anni ’70 Arame è stato rifugio per persone che avevano pendenze con la giustizia;

  • tutto il territorio di Arame è stato oggetto di immigrazione da parte della gente più povera delle zone secche (Piauì, Cearà,…) che fuggivano dalla carestia in cerca di terre da coltivare per non morire di fame;

  • è sempre esistita, e di fatto esiste, una notevole mobilità tra la città di Arame e l’interior (termine che indica i territori più dispersi e poveri dell’interno del Brasile, soprattutto del Nordest, zone per lo più di foresta o da poco deforestate), cosa che ha favorito prevalentemente lo sviluppo di Arame.

Questi indicatori mostrano con sufficiente chiarezza come le “radici storiche” di Arame hanno reso possibile un livello socio/culturale sostanzialmente molto basso, cosa questa che rende più faticoso il lavoro di coscientizzazione e di coinvolgimento della gente. Qui persino i requisiti minimi per una coscienza sociale di base sono praticamente tutti da creare.

Attualmente la Prefettura di Arame (il corrispondente di un comune italiano, ma con maggior potere amministrativo), è molto vasta: circa 6.000 Kmq.

Il territorio della Prefettura comprende anche una parte della riserva degli indios Guajajara, che ricevettero la terra nella demarcazione del 1974 (la riserva india si allarga però anche ad altre prefetture) e una più vasta occupata dalla popolazione meticcia.

La città di Arame è praticamente tagliata fuori dalle grandi vie di comunicazione e questa collocazione geografica la pregiudica non poco dal punto di vista dello sviluppo e del contatto con tutti i fermenti culturali che attraversano il Brasile. La collocazione centrale di Arame vede il confluire su di se il vasto territorio interno in cui sono disseminati tutti gli insediamenti abitativi (povoados), molto poveri e raggiungibili con disagevoli piste in terra battuta praticabili solo nel periodo della stagione secca. Nella stagione delle piogge molti povoados restano isolati per mesi.

La popolazione della Prefettura conta 30.522 abitanti (censimento 2000) con quasi 4.000 indios della tribù Guajajara. Gli abitanti sono suddivisi tra la piccola città (poco più di 10.000 abitanti), i 60 povoados e circa 20 aldeias (villaggi di indios).

La popolazione, per la maggior parte, é composta da contadini “caboclos”, cioè da meticci in cui confluiscono radici afro-indio-portoghesi oltre che, come si é detto, di una minoranza di indios Guajajara, del ceppo Tupí- Guaraní.

Si tratta di gente che si trova in condizioni di vita molto povera, vive quasi esclusivamente di agricoltura che, nella maggior parte dei casi, garantisce un livello di pura sussistenza. Mentre la maggior parte del Maranhão è stato completamente deforestato (con risultati penosi e sconfinate estensioni “di nulla”), il comune di Arame confina con ampie zone di foresta.

E’ quello che rimane di una natura lussureggiante e che ora è per lo più conservata nella zona india.

I raccolti agricoli, per quanto ottenuti con grande fatica, sono la risorsa economica primaria della zona e hanno innescato un certo indotto che ha favorito, in questi ultimi anni uno sviluppo commerciale piuttosto significativo, verificabile senza difficoltà: si è passati, nel giro di pochi anni da pochissime ed elementari rivendite a numerosi esercizi commerciali anche di discrete dimensioni.

Persino i mezzi di circolazione utilizzati dalla gente sono un segnale di questo cambiamento: nel giro di meno dieci anni si è passati da poche biciclette alla presenza di numerose motociclette e non poche automobili.

Resta comunque chiaro che queste “ragioni di sviluppo” sono ampiamente al di sotto della possibilità di offrire la garanzia di una crescita di lavoro in termini diffusi e alla portata di tutti. Sono pertanto molti i giovani (spesso i più preparati culturalmente) che si trasferiscono altrove, spesso verso le grandi città, passando così da un grave problema di sussistenza ad un gravissimo problema di sopravvivenza, poiché, tutto sommato, le grandi città brasiliane oggi offrono molti miraggi, ma minori sicurezze di un povero terreno da coltivare.

Creare ragioni serie di inserimento nel proprio territorio è la vera sfida con cui bisogna cercare di misurarsi. Solo così sarà garantito un futuro equilibrato.