pro Acqua Burundi

Contribuire all’apporto idrico per la popolazione del Burundi

Acqua fonte di vita: la ricerca di nuove sorgenti, la creazione di nuove reti idriche, la costruzione di tank, di fontanelle, la manutenzione di tutto comporta un grande sforzo economico ma che siamo felici di sostenere poiché siamo convinti che l’acqua rappresenta la base fondamentale per la crescita economica, sociale e culturale di un paese, in altre parole è l’elemento senza il quale vanifica ogni progetto di sviluppo.

Rendere disponibile l’acqua per un numero sempre maggiore di persone è quanto ci proponiamo.

Nel settembre 2000, con l'approvazione unanime della Dichiarazione del Millennio, 191 Capi di Stato e di Governo hanno sottoscritto un patto globale di impegno congiunto tra Paesi ricchi e Paesi poveri.

Dalla Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite sono nati otto obiettivi (MDG) che costituiscono un patto a livello planetario fra Paesi ricchi e Paesi poveri, fondato sul reciproco impegno a fare ciò che è necessario per costruire un mondo più sicuro, più prospero e più equo per tutti.

Si tratta di otto obiettivi cruciali da raggiungere entro il 2015.

Di questi obbietti l’obbiettivo n.7 “Garantire un ambiente sostenibile” ad un certo punto recita così:

…. L’accesso all’acqua potabile e un sistema fognario elementare sono componenti indispensabili di una primaria cura della salute, di sviluppo umano e una condizione imprescindibile per vincere la guerra contro la povertà, la fame, la mortalità infantile e il raggiungimento dell’uguaglianza tra uomo e donna.

Negli anni ’90 sono stati fatti progressi nell’incrementare l’accesso a sorgenti di acqua potabile più sicure.

Ma più di un miliardo di persone ancora non ne possono usufruire.

La distribuzione procede lenta, soprattutto nelle aree rurali dell’Africa e negli slums urbani. Progressi ancora più lenti sono stati fatti nel mondo per migliorare la copertura fognaria. Si stima che 2 miliardi e 600 mila persone – che rappresentano metà del mondo in via di sviluppo – manchi di bagni e di altre forme di miglioramento nell’igiene.
Secondo le tendenze registrate tra il 1990 e il 2002 poco meno di 2 miliardi e 400 mila persone saranno ancora prive di strutture sanitarie migliori nel 2015, più o meno tante quante oggi.
La situazione è più tragica nell’Africa subsahariana e nell’Asia meridionale.


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