Progetto accoglienza VISPE Italia Accoglienza e Condivisione

Eravamo appena usciti dalla pandemia quando, all’interno della nostra associazione, è emerso chiaro il desiderio di provare a fare qualcosa di concreto, in favore delle tantissime persone che, purtroppo, a causa delle guerre e della povertà, si vedono costrette a lasciare la loro terra d’origine per cercare di costruirsi un futuro in Europa.

La nostra storia ci ha sempre visti coinvolti nelle situazioni di povertà del sud del mondo, ma non potevamo certo rimanere indifferenti rispetto a ciò che accade anche a casa nostra: i migranti, i rifugiati politici…

Così abbiamo pensato di avviare un progetto di accoglienza qui in Italia, in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio di Milano, la quale, insieme alla Federazione delle Chiese Evangeliche, la Tavola valdese e la CEI, già dal 2017 stava dando inizio ad un esperimento pilota, siglando con il governo italiano un protocollo di intesa denominato: Corridoi umanitari.

L’obiettivo è accogliere, seguire e rendere progressivamente autonome le famiglie che si ospitano, integrandole il più possibile nel tessuto sociale e territoriale, in uno spazio temporale di circa due anni, per poi aprire le porte a nuove famiglie bisognose.

Questo progetto non riceve nessun contributo, né da parte del governo italiano, né dall’Unione Europea, ma è finanziato esclusivamente dalla realtà ospitante.

Inizialmente, per rendere concreta la nostra possibilità di accoglienza, una famiglia vicina alla nostra associazione ci ha messo a disposizione un appartamento (in comodato d’uso gratuito) nel comune di Locate di Triulzi e così, dopo una lunga attesa, servita per sistemare l’alloggio, a fine luglio del 2022, abbiamo potuto accogliere la prima famiglia di rifugiati politici provenienti dall’Afghanistan: madre, suocero e cinque figli.

Di fronte a questa prima accoglienza, il tessuto sociale del territorio si è mosso generosamente in nostro aiuto e così, un nutrito gruppo di famiglie Locatesi, si è dato disponibile, creando una vera e propria rete di accoglienza a 360 gradi.

Successivamente, grazie al prezioso aiuto della Fondazione Amici dei Poveri, abbiamo potuto acquistare l’intero immobile, portando al numero di tre le unità abitative disponibili all’accoglienza.

Inoltre, abbiamo siglato anche un protocollo d’intesa con il Comune di Locate, in collaborazione con la Parrocchia di S. Vittore e le ACLI, al fine di poter meglio gestire le varie necessità degli ospiti. Nello specifico, il Comune si è impegnato a sollevare le famiglie accolte da diverse spese, come quelle legate ai documenti emessi dai servizi demografici, le rette per la mensa e servizi scolastici, le spese legate ai centri estivi comunali, alla TARI ecc.

Ma cosa vuol dire "Accogliere"?

L’accoglienza consiste innanzitutto nella vicinanza e nella relazione personale e poi, ovviamente, nell’aiuto concreto, volto a far fronte a tutte le pratiche burocratiche necessarie, nonché all’inserimento scolastico, piuttosto che all’assistenza sanitaria.

L’aspetto però per noi più importante resta quello di poter stringere dei legami di amicizia con queste persone, instaurando con loro un rapporto di fiducia e stima reciproca.

Dopo circa un anno e poco più, la prima famiglia, in accordo con noi, ci ha lasciato per raggiungere i parenti ad Amburgo.

Così, a fine luglio del 2024 abbiamo accolto una seconda famiglia, sempre proveniente dall’Afghanistan: mamma, papà e i loro tre figli.

Pochi giorni prima del Natale 2024, abbiamo poi accolto un altro nucleo familiare, sempre afghano, composto da una mamma con i suoi tre figli (il padre purtroppo è stato dato per disperso).

Infine, a settembre, ci è stato chiesto anche un aiuto straordinario, per ospitare una famiglia afghana che era stata espulsa dalla Germania, dove viveva in una prima accoglienza…

Ospitare famiglie così, culturalmente diverse e segnate da storie davvero drammatiche, è un grosso impegno, sia da un punto di vista pratico, sia sotto l’aspetto del coinvolgimento emotivo… ma è anche un modo di pensare e di cercare di mettere in atto una forma di accoglienza dei migranti più giusta e più umana.

“Ero straniero e mi avete ospitato”, dice il Vangelo e con questo orizzonte di senso nel cuore, vogliamo continuare quest’avventura di accoglienza