UN CAMPO DA BASKET, NEL NOME DI MATTEO

22 Marzo 2021

Questo non è soltanto un campo da pallacanestro. Non è soltanto un luogo di gioco e di sport, non è soltanto un posto che prima non c’era e adesso c’è. Dietro al campo inaugurato a Masabo c’è un nome, e c’è una storia.

Il nome è quello di Matteo Malusardi, un ragazzo di Milano che con una passione fuori dal comune si era buttato nella gestione dello storico ristorante di famiglia, un ragazzo di quelli capaci di farsi voler bene da tutti. Un ragazzo che non c’è più, partito all’improvviso in un giorno maledetto di un anno fa.

La storia è la sua, quella della sua famiglia e della sua compagna, quella dei suoi amici: che dopo la morte di Matteo hanno deciso che bisognava fare qualcosa. Per ricordare Matteo, per fare in modo che il suo “far star bene gli altri” non si esaurisse, per continuare a lasciare dei segni.

E allora è nata un’associazione, “Il Malu”, creata e portata avanti dalle tante persone che a Matteo hanno voluto e vogliono bene: il gruppo di amici di sempre nato dalle tantissime estati di vacanza passate in Versilia, gli amici di Milano. E allora è arrivata l’idea di costruire, insieme al Vispe, un campo da basket in Burundi. Ma questa storia, ce la racconta Rosella. La mamma di Matteo.

“Matteo era uno sportivo, giocava a basket e amava stare con i ragazzi: ci sapeva fare, riusciva sempre a farli sorridere. Ecco perché questo campo è davvero qualcosa che a lui farebbe tanto piacere, è esattamente quello che lui avrebbe voluto. Tutto è nato così, dopo la morte di Matteo, sulla spinta dei suoi amici che hanno voluto fare qualcosa per ricordarlo: nonostante tutti i problemi del lockdown abbiamo organizzato una cena in Versilia, nel bagno dove Matteo andava fin da quando era bambino, e poi un pranzo qui nel nostro ristorante. Quando si è trattato di decidere cosa fare con i soldi raccolti, io ho immediatamente pensato al Vispe: Agostino Fedeli ci ha prospettato l’idea di fare un campo da basket, e senza dire nulla tutti quanti ci siamo trovati d’accordo. Questo è quello che Matteo vorrebbe: la sua gentilezza, la sua allegria, la sua capacità di stare con gli altri sono perfettamente racchiuse in questo campo”.

Questa è la targa che è stata posta in prossimità del campo…

UN TERRAIN DE BASKET, AU NOM DE MATTEO

Ce n’est pas seulement un terrain de basket. Ce n’est pas seulement un lieu pour les jeux et les sports, ce n’est pas seulement un lieu qui n’existait pas avant et qui existe maintenant. Derrière le terrain inauguré à Masabo, il y a un nom, et il y a une histoire.

Le nom est celui de Matteo Malusardi, un garçon de Milan qui, avec une passion peu commune, s’était jeté dans la gestion du restaurant historique familial, un garçon de ceux capables de se faire aimer de tous. Un garçon qui n’est plus là, mort soudainement un jour maudit il y a un an.

L’histoire est la sienne, celle de sa famille et de son partenaire, celle de ses amis : après la mort de Matteo, ils ont décidé qu’il fallait faire quelque chose. Pour se souvenir de Matteo, pour s’assurer que son “faire plaisir aux autres” ne s’arrête pas, pour continuer à laisser une trace.

C’est ainsi qu’est née une association, “Il Malu”, créée et portée par les nombreuses personnes qui aimaient Matteo et qui l’aiment encore : le groupe d’amis qui avait toujours été là pendant les nombreux étés passés en vacances en Versilia, les amis de Milan. Puis est venue l’idée de construire, avec Vispe, un terrain de basket au Burundi. Mais cette histoire, Rosella nous la raconte. La mère de Matteo.

“Matteo était un sportif, il jouait au basket et aimait être avec les garçons : il savait comment faire, il pouvait toujours les faire sourire. C’est pourquoi ce terrain est vraiment quelque chose qu’il aurait aimé, c’est exactement ce qu’il aurait voulu. Tout est né comme ça, après la mort de Matteo, sur la poussée de ses amis qui voulaient faire quelque chose pour se souvenir de lui : malgré tous les problèmes de la fermeture, nous avons organisé un dîner à Versilia, dans les bains où Matteo avait l’habitude d’aller depuis qu’il était enfant, et ensuite un déjeuner ici dans notre restaurant. Quand il s’est agi de décider quoi faire avec l’argent collecté, j’ai immédiatement pensé à Vispe : Agostino Fedeli a suggéré l’idée de faire un terrain de basket, et sans rien dire nous avons tous accepté. C’est ce que Matteo aimerait : sa gentillesse, sa gaieté, sa capacité à être avec les autres sont parfaitement résumées dans cette terrain”.

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